Arnolfo di Cambio progettò Santa Maria del Fiore in modo tale da esaltare al massimo la spazialità interna. Disegnò, così, tre navate austere, prive delle cappelle laterali tipiche delle cattedrali gotiche nordeuropee.
A impressionare devono essere le dimensioni strutturali e naturalmente la bellezza delle opere d’arte realizzate per il decoro degli interni. Da questo punto di vista, Santa Maria del Fiore ti può regalare emozioni davvero speciali.
Se hai pianificato una visita alla Cupola del Brunelleschi, prima di intraprendere l’ascensione dei 463 scalini che ti porteranno alla base della Lanterna, dedica il giusto tempo agli affreschi, ai dipinti e alle splendide vetrate della Cattedrale.
C’è veramente tanto da ammirare e sarebbe un peccato non dare la giusta importanza a opere di straordinario valore artistico e storico
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- 1 Affreschi e dipinti straordinari: dove trovarli
- 2 Gli autori delle opere
- 2.1 Lorenzo Ghiberti (1378 – 1455)
- 2.2 Paolo Uccello (1397 – 1475)
- 2.3 Andrea del Castagno (1421 circa – 1457)
- 2.4 Santi di Tito (1536-1603)
- 2.5 Il Poppi (1544 – 1597)
- 2.6 Giovanni del Biondo (attivo 1356-1398)
- 2.7 Agnolo Gaddi (1350 circa – 1396)
- 2.8 Domenico di Francesco (Firenze, 1417 – 1491)
- 2.9 Alesso Baldovinetti (1425 – 1499)
- 2.10 Giorgio Vasari (1511 – 1574)
- 2.11 Federico Zuccari (1539 circa – 1609)
- 3 FAQ
- 4 Conclusioni
Affreschi e dipinti straordinari: dove trovarli

Abbiamo preparato per te una lista di alcune delle opere che non puoi assolutamente perdere durante la tua visita. Si tratta di affreschi, pale d’altare e splendide vetrate dipinte.
Lasciati guidare dalla tabella che trovi qui sotto per riconoscerle e individuarle più facilmente all’interno di Santa Maria del Fiore
| Autore | Titolo dell’opera | Datazione | Tecnica | Collocazione |
|---|---|---|---|---|
| Lorenzo Ghiberti | Assunzione della Vergine | 1405 | Piombatura, pittura su vetro | Controfacciata al centro |
| Lorenzo Ghiberti | Santi Stefano e Lorenzo | 1412 – 1413 | Piombatura, pittura su vetro | Controfacciata, oculo destro |
| Gaddo Gaddi | Incoronazione di Maria | 1296 – 1310 | Mosaico | Controfacciata, lunetta sopra il portale maggiore |
| Paolo Uccello | Orologio monumentale | 1443 | Affresco | Controfacciata al centro |
| Santi Di Tito | Angeli Musicanti | 1588 – 1589 | Affresco | Controfacciata |
| Francesco Morandini detto Il Poppi | Pala di Sant’Antonino | 1589 ca. | Pittura, intaglio, doratura | Navata destra |
| Giovanni Del Biondo | Pala di San Zenobi | 1380 | Pittura, intaglio, doratura | Interno, primo pilastro a sinistra dall’ingresso |
| Agnolo Gaddi | Vetrata con i Santi Giovanni Battista, Luigi, Miniato e altri | 1394 | Piombatura, pittura su vetro | Duomo di Firenze |
| Paolo Uccello | Monumento equestre di Giovanni Acuto | 1436 | Affresco trasferito su tela | Navata sinistra |
| Andrea del Castagno | Monumento di Niccolò da Tolentino | 1456 | Affresco trasferito su tela | Navata sinistra |
| Agnolo Gaddi | Vetrata con Santi Paolo, Stefano, Gregorio, Sebastiano e Lucia | 1395 | Piombatura, pittura su vetro | Interno navata sinistra |
| Domenico Di Michelino e Alessio Baldovinetti | Dante, Firenze e La Divina Commedia | 1465 | Pittura | Navata sinistra |
| Agnolo Gaddi | Vetrata con Santi Giovanni, Ludovico e Anna | 1395 | Piombatura, pittura su vetro | Navata sinistra |
| Giorgio Vasari e Federico Zuccari | Giudizio Universale | 1572 – 1579 | Affresco | Intradosso Cupola |
Gli autori delle opere
Se vuoi conoscere più da vicino gli autori delle opere citate, leggi le brevi note biografiche dei pittori che con li loro talento hanno reso la Cattedrale di Santa Maria del Fiore il monumento ammirato dai visitatori di tutto il mondo.
Lorenzo Ghiberti (1378 – 1455)

File ID 113498614 © Aleksandra Lande | Dreamstime.com
Lorenzo Ghiberti si forma come orafo nella bottega del padre, per affermarsi in seguito anche come scultore e architetto. Il suo capolavoro assoluto sono le porte est e nord del Battistero di San Giovanni, che Michelangelo definirà “Le Porte del Paradiso” (con riferimento alla porta est), realizzate dopo aver vinto il celebre concorso del 1401.
Nella Firenze del XV secolo rivaleggiò con Brunelleschi e con Donatello, rivelandosi una figura fondamentale nel processo di transizione dell’arte dal Medioevo all’Età Moderna. Nella sua opera, infatti, convivono armoniosamente la raffinatezza naturalistica gotica e il classicismo rinascimentale.
Morì a Firenze nel 1455 e la sua tomba si trova nella Basilica di Santa Croce, il pantheon delle glorie italiane.
Paolo Uccello (1397 – 1475)

File ID 40271626 | Dome Duomo Florence © Lornet | Dreamstime.com
Paolo Uccello è il nome d’arte di Paolo di Dono, pseudonimo che gli deriva dalla sua straordinaria abilità nel dipingere animali, specialmente volatili.
Si forma nella prestigiosa bottega del Ghiberti, di cui è apprendista durante l’adolescenza, per imporsi successivamente come uno dei più importanti pittori del primo Rinascimento italiano.
Il suo tratto distintivo è l’ossessiva ricerca prospettica combinata con l’eleganza del Gotico Internazionale. A colpire lo spettatore è anche l’uso di colori onirici, fiabeschi e quasi surreali, che rendono le sue scene uniche nel panorama dell’epoca.
Tra i suoi capolavori conservati nel Duomo di Firenze spiccano il Monumento equestre a Giovanni Acuto (un incredibile affresco che simula una scultura) e il singolare quadrante dell’Orologio Italico in controfacciata.
Celeberrima è anche la sua Battaglia di San Romano (oggi divisa tra Uffizi, Louvre e National Gallery). Nonostante il suo genio, morì in stato di indigenza a Firenze.
Andrea del Castagno (1421 circa – 1457)

Photo via Wikipedia
Andrea del Castagno fu un protagonista assoluto del Rinascimento fiorentino. Il suo stile, profondamente influenzato da maestri come Masaccio e Donatello, si distingue per l’uso di chiaroscuri intensi, forme massicce e muscolose, e linee nette che definiscono i volumi con estrema forza.
Tra i suoi capolavori, oltre al Monumento equestre a Niccolò da Tolentino (che puoi ammirare proprio in Santa Maria del Fiore, accanto a quello di Paolo Uccello), spiccano il ciclo degli “Uomini e donne illustri” per Villa Carducci (oggi conservato agli Uffizi) e la monumentale “Ultima Cena” nel Cenacolo di Sant’Apollonia.
Quest’ultima opera gli valse il soprannome postumo legato al “Cenacolo degli Impiccati“, a causa di una precedente commissione in cui ritrasse dei traditori condannati.
Per secoli, il Vasari lo accusò ingiustamente di aver ucciso per invidia il collega Domenico Veneziano; tuttavia, studi moderni hanno dimostrato l’infondatezza della calunnia: Domenico morì infatti diversi anni dopo Andrea, il quale fu invece vittima della peste.
Santi di Tito (1536-1603)

File ID 190815953 © Zatletic | Dreamstime.com
Santi di Tito è conosciuto per il suo “riformismo antimanieristico“, vale a dire per una ricerca di chiarezza narrativa che influenzò notevolmente la pittura post-tridentina.
Si formò a Firenze, dove fu molto attivo per la famiglia de’ Medici, anche se la sua maturazione avvenne a Roma (1558-1564).
Eccellente disegnatore e ritrattista, le sue opere principali sono La Resurrezione, Il Martirio di Santo Stefano e la Visione di San Tommaso. Si trovano nella Basilica di Santa Croce e nella Chiesa di San Marco.
Il Poppi (1544 – 1597)

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Il Poppi è lo pseudonimo di Francesco Morandini, derivante dal paese dove nacque in provincia di Arezzo. Fu allievo di Giorgio Vasari e rivelò la sua eleganza e il suo stile fantasioso negli affreschi di Palazzo Vecchio.
Il suo tratto distintivo sono i colori cangianti, gli incarnati femminili chiarissimi, la padronanza dei chiaroscuri. Tra le sue opere principali, tutte a Firenze, vi sono la Pala d’altare nella chiesa di San Niccolò Oltrarno e il Crocifisso processionale dipinto su legno, conservato nell’oratorio di San Girolamo e San Francesco Poverino.
Giovanni del Biondo (attivo 1356-1398)

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Di Giovanni del Biondo non sappiamo dove sia nato, anche se pare fosse originario del Casentino. Conosciamo di più circa la sua formazione, avvenuta presso gli Orcagna e Taddeo Gaddi, e del suo periodo di attività, la seconda metà del Trecento.
Il suo è uno stile gotico arcaicizzante, che privilegia forme massicce e un brillante cromatismo, applicati a polittici e opere religiose su tavola, come, per esempio, la Presentazione al Tempio per l’Accademia fiorentina e la predella del polittico Rinuccini in Santa Croce

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Agnolo Gaddi (1350 circa – 1396)

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Figlio d’arte (suo padre Taddeo fu l’ultimo dei giotteschi), Agnolo Gaddi si distinse per le sue vetrate nel Duomo di Firenze, ma anche per gli affreschi della Leggenda della Vera Croce nella basilica di Santa Croce a Firenze.
Il suo stile si caratterizza per la narrazione limpida, l’eleganza delle sue figure, il tono fiabesco e decorativo. Inoltre, la sua attività fiorentina segnò il passaggio dal giottismo al gotico internazionale, influenzando artisti come Lorenzo Monaco.
Domenico di Francesco (Firenze, 1417 – 1491)

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Si chiamava Domenico di Francesco, ma era conosciuto come Domenico di Michelino. Si formò presso Michelino di Benedetto, un intarsiatore di avorio che gli passò lo pseudonimo e scoprì il talento del futuro pittore di “Dante che mostra la Divina Commedia“.
Se la sua opera è praticamente nota a tutti gli studenti italiani e del mondo, non va dimenticato che fu realizzata sulla base di un disegno di Alesso (o Alessio) Baldovinetti, come lui iscritto alla Compagnia di San Luca dal 1442 e come lui allievo di Beato Angelico.
Alesso Baldovinetti (1425 – 1499)

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Nel panorama del primo Rinascimento italiano, Alesso (Alessio) Baldovinetti viene ricordato per la sua attività di mosaicista, restauratore e pittore influenzato da Beato Angelico e da Domenico Veneziano.
Il suo tratto distintivo è la precisione nel dettaglio naturalistico, unita a una chiara luminosità e alla ricerca prospettica che emergono da dipinti come l’Annunciazione, conservata agli Uffizi, e la Natività nel chiostro dell’Annunziata.
Sperimentò, seppur senza grande successo, nuove tecniche di pittura a secco per gli affreschi e lavorò, inoltre, al fondamentale restauro dei mosaici del Battistero di San Giovanni.
Giorgio Vasari (1511 – 1574)

File ID 48010753 © Antonio Gravante | Dreamstime.com
Giorgio Vasari è noto soprattutto per “Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori“, opera che ne fa il padre della storia dell’arte italiana.
In realtà il Vasari, formatosi con Andrea del Sarto e profondamente influenzato da Michelangelo Buonarroti, è stato anche un importante pittore manierista e un grande architetto.
Basti pensare all’incompiuto affresco del Giudizio Universale per la Cupola del Duomo e alla progettazione della Galleria degli Uffizi e del corridoio sopraelevato che porta il suo nome (Corridoio Vasariano).
Fondò, inoltre, l’Accademia delle Arti del Disegno e fu uno dei “cervelli” dell’operazione di trafugamento della salma del Buonarroti da Roma a Firenze.
Federico Zuccari (1539 circa – 1609)

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Marchigiano di origine, ma romano di formazione (lavorò nella bottega del fratello Taddeo), Federico Zuccari è stato un esponente di primo piano del tardo Manierismo.
La sua opera più nota è il completamento del Giudizio Universale nella Cupola del Duomo di Firenze, realizzando i restanti due terzi del monumentale ciclo di affreschi lasciato incompiuto alla morte del Vasari.
La sua opera, tuttavia, ebbe un respiro molto ampio, come dimostrano le commesse presso le corti reali di Inghilterra (Elisabetta I) e Spagna (Filippo II), coniugando con grande successo attività artistica e riflessione teorica.
A questo proposito, fondò l’Accademia di San Luca a Roma e scrisse il trattato “L’idea de’ pittori, scultori et architetti“.
FAQ
Oltre alla struttura architettonica, caratterizzata dallo stile gotico della chiesa trecentesca e da quello rinascimentale della Cupola del Brunelleschi, non puoi perderti la ricca dotazione di dipinti, vetrate e affreschi. Le opere portano la firma di giganti della pittura italiana come Giorgio Vasari, Federico Zuccari, Paolo Uccello e Lorenzo Ghiberti.
Oltre agli affreschi della Cupola, realizzati da Giorgio Vasari e Federico Zuccari, ti consigliamo di soffermarti sui monumenti equestri a Giovanni Acuto e a Niccolò da Tolentino, opere rispettivamente di Paolo Uccello e Andrea del Castagno. Li trovi entrambi lungo la navata sinistra.
La Cattedrale si trova in Piazza Duomo, il cuore pulsante di Firenze. Qui c’è una concentrazione di monumenti straordinaria: dal Battistero di San Giovanni al Campanile di Giotto, dal Museo dell’Opera del Duomo ai resti archeologici dell’antica basilica di Santa Reparata, sarai immerso nella meraviglia.
Il ciclo di affreschi del Giudizio Universale porta le firme di Giorgio Vasari, che iniziò l’opera, e di Federico Zuccari, che la completò nel 1579 dopo la scomparsa del Vasari. Sapevi, però, che in origine la volta avrebbe dovuto essere coperta da un gigantesco mosaico e che per un secolo rimase semplicemente intonacata di bianco?
Conclusioni
Non è possibile visitare la Cattedrale di Santa Maria del Fiore senza prima incontrare le opere pittoriche e gli artisti che, con il loro talento, l’hanno resa uno dei più ricchi contenitori d’arte del mondo.
Per guidarti nel tuo percorso di bellezza, abbiamo preparato questa breve, ma utile (ci auguriamo) guida agli affreschi, ai dipinti e ad alcune delle vetrate istoriate più importanti e spettacolari.
Pensando che possa interessarti, siamo entrati in punta di piedi nelle vite di maestri come Paolo Uccello, Lorenzo Ghiberti, Federico Zuccari e Giorgio Vasari, che di biografie di artisti se ne intendeva davvero.
Ora ti resta solo una cosa da fare: acquistare il biglietto online per la Cattedrale e la Cupola e venire ad ammirare a distanza ravvicinata tutta la bellezza pittorica conservata nel Duomo di Firenze.
