Il Battistero di San Giovanni è l’anima antica della religiosità fiorentina. Per secoli si è creduto fosse un tempio romano convertito e questa sua aura di classicità eterna è ciò che ha folgorato Brunelleschi e Donatello.
Se hai pianificato una visita al complesso monumentale del Duomo di Firenze, non puoi assolutamente mancare la visita
Con questa breve guida, ti racconteremo un po’ di storia di questo sito, tanto caro anche a Dante Alighieri, capace con la sua architettura e la sua ricca dotazione di capolavori artistici di influenzare il progetto del Duomo.
Entra con noi e preparati a rimanere a bocca aperta.

Cattedrale e Battistero di Firenze: Visita guidata
Esplora con una guida ufficiale i segreti di Santa Maria del Fiore e i magnifici mosaici del Battistero.
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Appunti di Storia
Situato proprio di fronte al Duomo, il Battistero è un capolavoro del Romanico fiorentino. Con la sua caratteristica pianta ottagonale e il rivestimento in marmo bianco di Carrara e verde di Prato, è uno degli edifici più antichi della città. Ma antico quanto?
Il Problema della Datazione
Cominciamo a dire ciò che non sappiamo: la datazione precisa circa l’edificazione di questo edificio. La fonte più antica disponibile, la “Chronica de origine civitatis florentiae” dei primi del Duecento, ne parla come di una costruzione di maestri romani dopo le devastazioni degli Ostrogoti.
Per secoli i fiorentini hanno creduto che il Battistero fosse la riconversione del Tempio di Marte di epoca romana, come riporta la trecentesca Nuova Cronica di Giovanni Villani. La notizia, però, è stata smontata da studi recenti.
Scavi archeologici effettuati nell’Ottocento e nel Novecento attestano la presenza di una grande domus romana sotto il Battistero.
Resta l’interrogativo: a quando risale, allora il Battistero di San Giovanni? L’ipotesi più probabile è la seconda metà dell’XI secolo.
Il Battistero di San Giovanni è un “figlio di molti padri”. Poiché la sua costruzione si è trasformata nel corso dei secoli, non esiste un singolo architetto, ma piuttosto un’evoluzione collettiva che ha coinvolto le migliori maestranze fiorentine.
Chi ha Costruito il Battistero?

File ID 68783838 © Gianni Pasquini | Dreamstime.com
Se chiedi il nome dell’architetto progettista, anche in questo caso la risposta è: non lo sappiamo. L’edificio attuale, infatti, è il risultato di tre fasi principali: le origini, i rivestimenti, le porte e gli arredi.
Delle origini misteriose abbiamo già detto. Dei rivestimenti, l’elegante veste marmorea bianca e verde della facciata, invece, sappiamo che furono finanziati dai membri dell’Arte di Calimala (la corporazione dei mercanti della lana) tra il XII e il XIII secolo.
Dal XIII secolo entrano in gioco i grandi artisti che danno vita alla terza fase. Andrea Pisano e Lorenzo Ghiberti realizzano le porte monumentali, mentre Coppo di Marcovaldo e un giovane Cimabue si occupano dei mosaici interni.
Un modello architettonico
Il Battistero di San Giovanni è considerato il massimo esempio di Romanico Fiorentino. La sua struttura è così armoniosa che per secoli è stata usata come modello per altri edifici.
Un paio di esempi? I Battisteri di Parma e di Cremona, che ne riprendono la pianta ottagonale, uno standard per questo tipo di edifici religiosi, ispirata alla simbologia dell’ottavo giorno, quello della vita eterna.
Il Battistero di Firenze, la cui facciata sarà ripresa in maniera praticamente identica dalla Chiesa di San Miniato al Monte, sarà fonte di ispirazione di un’opera ben più significativa per Firenze.
Pare infatti che Filippo Brunelleschi abbia studiato a fondo la cupola del Battistero prima di progettare quella della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, anch’essa costituita da due calotte.
Uno scrigno d’arte
Il Battistero di San Govanni non è solo un capolavoro architettonico, è anche un prezioso scrigno di opere di inestimabile valore, realizzate dalle menti e dalle mani più sapienti dell’epoca. Te ne segnaliamo alcune che riempiranno i tuoi occhi di meraviglia.
La Porta del Paradiso

File ID 113498614 © Aleksandra Lande | Dreamstime.com
La definizione è di Michelangelo, ma l’opera è di Lorenzo Ghiberti. La Porta Est del Battistero di San Giovanni non è stata realizzata in un giorno. Ci sono voluti, infatti, ben 27 anni per completare e rifinire le 10 formelle di bronzo dorato che narrano storie dell’Antico Testamento.
Questa, in realtà, sarebbe dovuta essere la Porta Nord, ma riuscì talmente bene che si decise di scambiarne la posizione con la più anziana Porta Est, sempre del Ghiberti, che illustra scene del Nuovo Testamento ed è composta da 28 formelle di bronzo dorato.
Il senso della prospettiva è incredibile: le figure in primo piano sono a tutto tondo, quelle di sfondo, invece, sono a un rilievo bassissimo. Una tecnica che prende il nome di “stracciato”, di cui il Ghiberti era maestro.
Se ti chiedi che faccia avesse questo geniale orafo e architetto del Rinascimento fiorentino, la Porta del Paradiso ti darà la risposta: guarda tra le testine che decorano la cornice, cerca un uomo calvo che ha uno sguardo che sembra dire: “Sì, la definizione di Michelangelo è perfetta“.
Non dimenticare che quelle che vedi qui sono copie perfette delle opere originali. Per ammirarle, visita il Museo dell’Opera del Duomo.
Mosaici impressionanti
Ci sono diverse buone ragioni per definire impressionanti i mosaici del Battistero di Firenze. La prima è la complessità tecnica dell’opera che, iniziata nel 1225, richiese più di un secolo per essere completata.
Il risultato è un ciclo musivo tra i più importanti del Medioevo italiano, se si pensa che alla realizzazione dei cartoni parteciparono pittori quali Cimabue e Coppo di Marcovaldo, e l’esecuzione fu a cura di mosaicisti di scuola veneziana.
Ma è soprattutto l’impatto visivo a renderli impressionanti. Entri, alzi lo sguardo e sei catturato da tutto quell’oro che luccica E appena riesci a posare lo sguardo sui dettagli, ricevi un’altra raffica di emozioni.
Rimarrai colpito dalla figura del Cristo Giudice, che domina la scena del Giudizio Universale e non potrai fare a meno di confrontarla con quella dell’affresco del Vasari nell’intradosso della Cupola di Santa Maria del Fiore.
E poi, nella parte dedicata all’Inferno, come non notare Satana che divora i peccatori. La scena è cruda, forte, impressionante, appunto. Tanto da terrorizzare generazioni di bambini, “i figli di Firenze” che venivano battezzati qui.
Tra questi c’era anche un giovane che ci sapeva fare con le rime: Dante Alighieri. I mostri del suo Inferno li ha visti nel Battistero di San Giovanni, gli sono rimasti negli occhi, li ha trasformati in Poesia.
Il pavimento intarsiato e il fonte battesimale

File ID 152587168 | Del © TravelFlow | Dreamstime.com
Dopo avere guardato in alto, non dimenticare di guardare in basso. Anche il pavimento intarsiato del Battistero di San Giovanni è un capolavoro assoluto.
Risale ai primi del 1200 ed è realizzato in “opus tassellatum” disseminato di figure geometriche, figure animali e vegetali, iconografie che riprendono i motivi delle stoffe che i mercanti della corporazione della lana (i committenti del Battistero) importavano a Firenze.
Il percorso spirituale è caratterizzato da un forte simbolismo. Dalla Madre Terra, disseminata di figure animali fantastiche (uccelli mitoligici persiani), attraversi lo Zodiaco, per arrivare al centro dell’edificio che oggi è uno spazio vuoto.
Un tempo qui si trovava un enorme fonte ottagonale dove i fiorentini ricevevano il battesimo per immersione. Sapevi che Dante Alighieri salvò un bambino dall’annegamento nel suo “Bel San Giovanni”? Lo racconta lo stesso Sommo Poeta nel Canto XIX dell’Inferno.
Orari di apertura
| Giorno | Orario di Apertura | Note |
| Lunedì – Sabato | 08:15 – 19:30 | Ultimo ingresso 18:45 |
| Domenica | 08:15 – 13:30 | Chiusura anticipata per celebrazioni |
Attenzione: Gli orari possono subire variazioni in occasione di festività religiose o lavori di restauro.
FAQ
Non conosociamo il nome del primo progettista del Battistero. Sappiamo che è stato consacrato nella seconda metà dell’XI secolo e che alla sua decorazione hanno preso parte artisti di rilevanza assoluta, come il Ghiberti, Donatello, Masaccio.
Nel Battistero riposa Giovanni XXIII (Baldassarre Cossa), l’antipapa vissuto nel XV secolo. Attenzione a non confonderlo con Papa San Giovanni XXIII, detto il Papa Buono.
Il numero 8 ha un potentissimo significato simbolico. L’ottavo giorno è il giorno della Vita Eterna, dell’inizio del Regno dei Cieli. Gli 8 lati, quindi, significano resurrezione e redenzione.
Se si considera che la consacrazione è avvenuta con bunoa probabilità dopo il 1060, il Battistero di Firenze ha più di 940 anni. Portati benissimo, a quanto pare.
Conclusioni
Siamo arrivati alla fine di questo articolo e il Battistero di San Giovanni, antico ed elegante dirimpettaio di Santa Maria del Fiore, ha appena cominciato a rivelarti il suo fascino.
In poche note ti abbiamo raccontato della sua origine, ancora da rivelare per quanto riguarda l’attribuzione del progetto architettonico, e della sua straordinaria dotazione di ricchezza artistica.
Le Porte del Ghiberti, i Mosaici della Cupola, la pavimentazione artistica sono potentissimi motivi di richiamo per una visita combinata, naturalmente alla Cattedrale e alla Cupola del Brunelleschi.
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