Duomo di Firenze: Descrizione della Facciata

Sembra antica, ma è moderna. La facciata di Santa Maria del Fiore, nella sua livrea attuale risale infatti al 1887 ed è opera dell’architetto Emilio de Fabris.

Ti chiederai come e perché una cattedrale cominciata alla fine del Duecento abbia dovuto aspettare quasi 600 anni per vedere completato una parte così importante.

In questo articolo ripercorreremo le vicende storiche della facciata, ma soprattutto descriveremo il suo stile, i suoi marmi dai colori patriottici, e ti daremo conto della collocazione delle opere originali, smantellate nel XVI secolo

Seguici in questa appassionante ricostruzione che parte da Arnolfo di Cambio e arriva all’Unità d’Italia.

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La Storia della facciata in breve

Si possono individuare tre momenti fondamentali nella secolare epopea della facciata del Duomo di Firenze: l’orgine, la demolizione la ricostruzione.

Una storia che parte alla fine del Duecento, prosegue nel tardo Cinquecento, e si conclude al crepuscolo dell’Ottocento. Ripercorriamola insieme.

Arnolfo di Cambio e il suo progetto originale

File ID 316301689 © Dmitrii Moroz | Dreamstime.com

Nel 1296 Arnolfo di Cambio è incaricato di progettare il Duomo di Firenze. È uno scultore, un architetto, un uomo di sintesi, tanto da integrare nella facciata le statue che devono decorarla.

Concepisce un trionfo di gotico decorativo: tre portali monumentali d’ingresso, una selva di statue di santi a decorarla; mosaici cosmateschi a farla scintillare; un rivestimento di marmi bianchi, verdi e rossi, per conferire alla facciata il cromatismo tipico della tradizione fiorentina.

Il progetto si interrompe con la morte del grande artista, collocata secondo gli studi più approfonditi tra il 1302 e il 1310. La facciata di Santa Maria del Fiore appare comprensibilmente incompleta.

Arnolfo, però, ha già fatto a tempo a decorare la base fino ai portali e a scolpire una serie di capolavori, uno fra tutti la “Madonna con gli occhi vetro“, che oggi sono custoditi nel Museo dell’Opera, dopo la demolizione del 1587.

La demolizione del 1587

Sappiamo, grazie al dettagliato disegno di un architetto del Seicento, Bernardino Poccetti, che la facciata di Arnolfo copriva un terzo dell’altezza complessiva della Cattedrale.

L’impatto visivo, per darti un’idea, poteva essere quello offerto oggi dalla Cattedrale di San Petronio a Bologna: una parte rivestita di marmi, e la parte superiore nuda pietra.

Perchè fu demolita? Sostanzialmente per tre ragioni: la facciata era incompiuta; l’immagine di una potenza come Firenze risultava indebolita; era cambiato il gusto estetico di chi aveva il potere di decidere.

Dopo la morte di Arnolfo, i lavori della facciata si fermano. La cattedrale ha altre priorità, come la Cupola; il contesto storico non è favorevole, pensa alla Peste Nera del 1348; demolire e ricostuire era la soluzione più economica e veloce.

Quando nel 1574, dopo 10 anni di reggenza, Francesco I assume formalmente il titolo di Granduca, la sua ambizione è quella di lasciare un segno indelebile nella storia di Firenze e vede in Santa Maria del Fiore il monumento che può celebrare la sua dinastia.

Nei tre secoli che corrono dal progetto di Arnolfo all’insediamento di Francesco de’Medici, il gotico è passato di moda. Adesso è considerato uno stile inadatto all’immagine di Firenze, culla del Rinascimento e del Manierismo.

Così, nel gennaio del 1587, il Granduca incarica l’architetto di corte, Bernardo Buontalenti, di dare il via alla demolizione della facciata arnolfiana.

Le statue vengono rimosse, i mosaici smantellati. Tante opere sono perdute per sempre, altre vengono ricoverate nel Museo dell’Opera del Duomo. A luglio dello stesso anno la facciata si mostra nuda: mattoni grezzi e intonaco grigio.

Un disastro estetico lungo quasi tre secoli, che nemmeno le coperture di apparati effimeri in occasione di nozze o visite reali riusciranno a nascondere.

Ci vorrà l’Unità d’Italia e la beve parentesi di Firenze Capitale, dal 3 febbraio 1865 al 3 febbraio 1871, per riaccendere la questione della facciata di Santa Maria del Fiore.

Il concorso ottocentesco

Photo via Wikipedia

Con l’Unità d’Italia, la facciata di Santa Maria del Fiore diventa una questione di rilevanza nazionale. Quel muro nudo offende il sentimento patriottico.

Vengono indetti tre concorsi, nel 1861, nel 1862 e nel 1865. Vi partecipano i migliori architetti del tempo e il dibattito sullo stile da seguire è incadescente. Stile gotico, in coerenza con il campanile e la Cattedrale o stile Rinascimentale in omaggio alla Cupola?

Nel 1867 l’architetto fiorentino Emilio De Fabris, paladino dello stile neogotico, viene proclamato vincitore, ma il dibattito non si ferma. Adesso gli esperti si dividono in Basilcali e Cuspidali.

I primi propendono per un coronamento orizzontale, sul modello della Basilica di Santa Croce. I secondi sono a favore di tre alte cuspidi triangolari nel rispetto dello stile gotico

Vincono i Cuspidali, di cui fa parte lo stesso de Fabris, ma si dovranno persino costruire strutture provvisorie in legno e tela sulla facciata per permettere ai cittadini di votare la soluzione architettonica preferita.

Siamo così arrivati al 1871. Firenze non è più capitale del neonato Regno d’Italia quando cominciano i lavori. Ci vorranno 16 anni per completarli. Emilio de Fabris morirà nel 1883, sostituito da Luigi Del Moro, che porterà a termine i lavori nel solco tracciato dal maestro.

Il risultato è il capolavoro che ammiriamo oggi, reso possibile anche da sottoscrizioni pubbliche e donazioni di privati cittadini italiani e stranieri innamorati di Firenze.

La facciata di Emilio de Fabris

Photo via Wikipedia

Il punto di forza del progetto di de Fabris è l’equilibrio. Il suo intervento non è invasivo e per questo non risulta “finto”, come succede per altri restauri ottocenteschi.

Sposa lo stile Neogotico, armonizzando sapientemente gli elementi medievali (gli archi a sesto acuto, le guglie, etc.) con la precisione tecnica del XIX secolo.

Inoltre, la scelta di riprendere per la facciata le cromie dei marmi del Campanile di Giotto, fa sì che la sua cattedrale non risulti un corpo estraneo, ma sia perfettamente inserita nel complesso monumentale.

Guardiamo più da vicino questo gigantesco mosaico di marmi e statue che catturano la vista di ogni visitatore.

Marmi patriottici

File ID 422262076 © Steve Lovegrove | Dreamstime.com

Impossibile non notare i colori della bandiera italiana sulla facciata della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, ma non è solo per lo slancio patriottico legato al tempo in cui venne bandito il concorso vinto dal de Fabris.

La policromia del Duomo di Firenze riprende quella del Battistero e del Campanile, utilizzando i tre marmi tipici della Toscana.

Trovi il marmo bianco di Carrara che fa da sfondo; il Verde serpentino di Prato usato per i disegni geometrici e le cornici; il Rosso di Siena o di Maremma che conferisce profondità e calore alla struttura.

Non meno importnte, poi, il simbolismo religioso legato alle tre Virtù Teologali, che vediqmo anche rappresentate nel grande affresco del Giudizio Universale della Cupola.

Così, il bianco della Fede è l’immagine della luce divina e della purezza della Vergine Maria, alla quale la Cattedrale è dedicata.

Il verde della Speranza è il colore della rinascita e simboleggia l’anima che anela alla vita eterna e alla resurrezione nel Signore.

Infine, il rosso della Carità ovvero l’amore per il prossimo, di cui il il sangue della Passione di Cristo è la massima rappresentazione.

La struttura architettonica

santa maria del fiore

File ID 23829345 | Duomo Florence © Bogdan Lazar | Dreamstime.com

Quattro contrafforti culminanti nelle tanto discusse cuspidi scandiscono verticalmente la facciata, che per questo ha un’incofondibile impronta neogotica.

I tre portali, profondamente strombati sono sormontati da un timpano triangolare. Sopra quello centrale, il più alto e maestoso dei tre, è ben visibile l’edicola che ospita la statua della Madonna.

È ereditato dall’orginario progetto medievale il Rosone, l’enorme elemento circolare che svolge la funzione di “occhio” di vetro e luce.

Le cuspidi triangolari della parte superiore, appaiono come una sorta di pizzo, grazie al delicato ricamo in marmo che le caratterizza.

I gioielli della facciata

Come per il Giudizio Universale nell’intradosso della Cupola del Brunelleschi, anche per la facciata del Duomo venne stilato un programma iconografico.

Nel primo caso fu delineato dal teologo Vincenzo Borghini. Nel caso della facciata se ne occupò il filosofo Augusto Conti, docente presso l’Università di Firenze, che la pensò come la celebrazione dell’ingegno umano illuminato dalla fede cristiana.

Figure sacre e ritratti di uomini di valore che diedero lusto a Firenze nei rispettivi campi di attività: un monumentale libro di marmo che si collega concettualmente ai cicli scultorei del Campanile. Vediamola insieme più da vicino.

Le figure sacre

Photo via Wikipedia

La Cattedrale di Santa Maria del Fiore è dedicata alla Vergine e la sua figura occupa un ruolo centrale nella decorazione della facciata.

  • Il Ciclo Mariano

Nella zona del portale centrale, esattamente nel frontone, puoi ammirare la statua di Tito Sarrocchi. Si intitola “Maria in trono con uno scettro di fiori” e si ricollega direttamente al nome della Cattedrale.

  • La Cuspide Centrale

Sopra la galleria degli Apostoli, è ospitato il bassorilievo della “Gloria di Maria“. Nell’opera di Augusto Passaglia, la Vergine viene rappresentata circondata da angeli.

  • Il vertice estremo

Alla sommità della facciata, sulla cuspide più alta, svetta la statua della “Madonna col Bambino“, come se fosse ritratta nell’atto di benedire l’intera Piazza del Duomo.

La gerarchia ecclesiale

I portali e i contrafforti sono dedicati alla celebrazione della Chiesa come istituzione. Nelle nicchie trovi, pertanto, i ritratti di coloro che hanno segnato la storia della diocesi fiorentina e della cristianità.

Ecco, allora, Papa Eugenio IV, che consacrò la chiesa nel 1436 dopo il completamento della Cupola; Sant’Antonino Pierozzi, il vescovo umanista noto per le sue opere di carità; il Cardinale Valeriani e il Vescovo Tinacci, figure chiave dei primi secoli del cantiere.

I 12 Apostoli e i 4 Evangelisti

Sopra i portali corre una galleria orizzontale che funge da ponte visivo tra la terra e il cielo, la galleria orizzontale che corre sopra i portali è decorata con le statue dei Dodici Apostoli, realizzate da Tito Sarrocchi.

La schiera dei Santi è, per così dire, interrotta dalla statua della “Madonna col Bambino“, a ribadire la centralità della Vergine Maria nell’iconografia della Cattedrale.

I quattro Evangelisti sono rapprentati dai rispettivi simboli zoomorfi: L’Angelo per San Matteo, il Leone per San Marco, Il Bue per San Luca, l’Aquila per San Giovanni.

Il Padre Eterno

Un grande tondo con il busto del Padre Eterno si trova sopra il rosone, nel punto più alto del timpano centrale. È opera di Augusto Passaglia e ha un grande valore simbolico. È il punto di arrivo di un percorso iconografico che parte da Maria e giunge a Dio.

Le figure laiche

La fcciata di Santa Maria del Fiore è anche una gigantesca, appassionata dedica agli uomini che hanno reso grande Firenze. Scolpiti nel marmo troviamo i ritratti di artisti, architetti, letterati, filosofi, scienziati, legati alla città e alla sua splendida Cattedrale.

Questi sono, forse, i nomi più noti e riconoscibili.

  • I maestri del Duomo

Li vedi raffigurati negli spazi che circondano il grande occhio centrale. Si tratta di Arnolfo di Cambio, Giotto di Bondone, Andrea Pisano, Filippo Brunelleschi.

  • Poeti e Filosofi

Nei riquadri orizzontali ci sono le glorie della Poesia, Dante Alighieri e Francesco Petrarca, e i giganti del pensiero: il filosofo neoplatonico Marsilio Ficino, contemporaneo di Lorenzo il Magnifico, e Pico della Mirandola, l’autore del Discorso sulla dignità umana, ritenuto il “Manifesto” del Rinascimento italiano.

  • Uomini d’Arte e di Scienza

Non potevano mancare le figure di Michelangelo Buonarroti e di Leonardo da Vinci, le glorie dell’arte fiorentina, geni universali, capaci di primeggiare in ogni ambito del fare.

Ma ci sono anche grandi teorici, come Leon Battista Alberti, figura centrale dell’architettura rinascimentale, e di Galileo Galilei, padre del moderno metodo scientifico.

Ultimi, ma non meno importanti, figure politiche quali quelle di Pier Capponi, che difese Firenze contro Carlo VIII, e Niccolò Acciaiuoli, Gransiniscalco del Regno di Napoli, e fiorentino di nascita.

Le porte bronzee e i mosaici delle lunette

Nel sistema decorativo della facciata di Santa Maria del Fiore, sono molto importanti le porte bronzee e i mosaici delle lunette, perchè illustrano la vita della Vergine, centro tematico e visivo del’intera opera.

I Portali

Photo via Wikipedia

Realizzati tra il 1899 e il 1903, i portali testimoniano dal punto di vista stilistico la fase di passaggio dal realismo ottocentesco ai primi accenni di Liberty.

La Porta Maggiore e la Porta Sinistra, descrivono scene come l'”Annunciazione, l’Immacolata Concezione e l’Incoronazione“. Sono state realizzate entrambe da Augusto Passaglia, cugino del teologo Carlo Passaglia, che ebbe una parte rilevante nell’attribuzione della commessa.

È probabile che Augusto abbia ritratto l’influente familiare nella Porta Centrale per dimostargli la propria gratitudine.

La Porta di Destra, invece, è opera di Giuseppe Cassioli e ha uno stile molto più realistico e drammatico. Una curiosità riguarda l’autore che si ritrasse in una delle testine ornamentali.

Per riconoscerlo cerca il volto avvinghiato dalle spire di un serpente, simbolo di invidia e falsità: un grido d’accusa contro gli ambienti intellettuali fiorentini dell’epoca?

Se, invece ti chiedi il perché della presenza degli stemmi delle famiglie nobiliari di Firenze sopra il portale centrale la risposta è: riconoscenza. Furono loro, a contribuire con generose donazioni al completamento di un’opera diventata particolarmente onerosa.

I mosaici

Photo via Wikipedia

Le lunette che si aprono sopra le porte di bronzo sono decorate da preziosi mosaici veneziani ottocenteschi. Le tessere di vetro e lo sfondo dorato sono un omaggio ai mosaici del Battistero al quale si ispirano in maniera esplicita.

I cartoni preparatori, invece, sono opera del pittore e scenografo genovese Nicolò Barabino, che li realizzò tra il tra il 1886 e il 1887, anno in cui la facciata fu ufficialmente inaugurata.

Nel progetto iconografico di Augusto Conti sono fondamentali per spiegare il ruolo della Vergine Maria e della Chiesa all’interno della vita sociale fiorentina.

Nella lunetta di destra si trova il cosiddetto “Innalzamento della Croce“, allegoria dell’umiltà cristiana, che va a completare il ciclo delle virtù che uniscono il popolo al divino.

La Carità in trono” è il tema della Lunetta Centrale. Qui Maria è raffigurata come la protettrice delle opere di carità, e intorno a lei sono raffigurati i fondatori delle principali istituzioni caritatevoli di Firenze.

Il mosaico della Lunetta Sinistra, “La Fede in Trono”, è una celebrazione dei rappresentanti delle antiche coroporazioni di artigiani e dei mercanti: i primi sponsor della Cattedrale.

FAQ

La facciata attuale è quella originale? 

No. Quella che ammiri oggi è la ricostruzione ottocentesca in stile neogotico completata nel 1887. L’opera originale di Arnolfo di Cambio, risalente al 1296, rimase incompiuta fino al 1587, quando fu definitivamente demolita.

Chi ha progettato la facciata attuale? 

Il progettista della facciata attuale è Emilio de Fabris, che si aggiudicò un controverso concorso di idee a cui parteciparono i migliori architetti del tempo. Dopo la sua morte, il progetto fu completato da Luigi Del Moro.

Perché c’è tanto marmo rosso? 

C’è una ragione patriottica dietro l’uso del marmo rosso di Siena, ma anche del bianco carrarese e del verde di Prato. La tricromia della bandiera italiana, tuttavia, riprende i colori dei marmi del Campanile e del Battistero e si armonizza con questi monumenti più antichi.

Cosa rappresentano le sculture della facciata? 

Puoi leggerle come un libro che celebra la Vergine Maria, a cui la Cattedrale è dedicata, e la storia di Firenze attraverso le sue personalità più illustri iluminate dalla fede cristiana.

Quando è stata inaugurata? 

La facciata fu inaugurata ufficialmente il 12 maggio 1887.

Quanto tempo ci è voluto per farla? 

Dal bando del primo concorso, 1860, all’inaugurazione del 1887, passarono circa 27 anni. Ma se pensi che i lavori per la costruzione di Santa Maria del Fiore iniziarono nel 1296… fai tu il calcolo.

Conclusioni

Ci siamo immersi nella storia e nell’iconografia di uno dei più grandi paradossi dell’architettura italiana. Quasi 600 anni per completare un’opera nata come un capolavoro, presto abbandonato, poi smantellato e, infine, ricostruito.

Ti abbiamo offerto delle chiavi di lettura per ripercorrere la storia e leggere il programma iconografico studiato per celebrare Firenze, i suoi artisti, i suoi scienziati, le sue personalitò illustri guidate e ispirate dalla fede cristiana.

E al centro di tutto, sia visivo che concettuale, la figura della Vergine Maria, a cui il Duomo di Firenze è dedicato, celebrata nel Duecento come nell’Ottocento dai migliori artisti delle due epoche.

Prima di visitare gli interni di Santa Maria del Fiore, la Cupola del Brunelleschi e gli altri monumenti del complesso, prenditi il tuo tempo per ammirare un capolavoro di equilibrio stilistico.

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