Duomo di Firenze: lo Gnomone del Toscanelli

Nel Rinascimento, la Cattedrale di Santa Maria del Fiore ha rappresentato un importante centro di scienza e cultura, grazie al suo gnomone.

Dal 1475 permette di segnare con estrema precisione le ore, i solstizi e gli equinozi, rendendo il Il Duomo di Firenze uno dei più grandi strumenti astronomici al mondo.

In questo articolo, spiegheremo il suo funzionamento, ti faremo conoscere più da vicino il suo progettista e il suo restauratore, e metteremo a confronto lo gnomone forentino con quelli di altri importanti luoghi di culto in Italia.

Una preziosa informazione: se desideri vivere esperienza di grande suggestione, prenota online una visita nei giorni a ridosso del 21 giugno, in occasione del solstizio d’estate, intorno a mezzogiorno. Santa Maria del Fiore di regalerà un ulteriore, indimenticabile spettacolo.

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Lo Gnomone di Santa Maria del Fiore

File ID 34624591 © Wieslaw Jarek | Dreamstime.com

Un foro del diametro di 4 centimetri aperto a 90 metri d’altezza nella Lanterna della Cupola del Brunelleschi: questo è lo gnomone di Santa Maria del Fiore. Attraverso di esso la luce solare illumina una linea meridiana in marmo posta sul pavimento della Cattedrale.

La sua funzione era, ed è, quella di determinare con assoluta precisione il solstizio d’estate e d’inverno, verificare la durata dell’anno solare e correggere calendari e studi astronomici.

Nella Firenze del tardo ‘400, in pochi secondi e con grande accuratezza, era possibile determinare tutto questo: una cosa strardinaria per quei tempi in cui si ponevano le basi della Scienza moderna.

In un’epoca in cui non esistevano ancora i telescopi, la precisione degli orologi era abbastanza approssimativa e la misurazione del tempo rappresentava una sfida sia scientifica che religioso, lo gnomone era uno strumento estremamente utile.

Come funziona e a cosa serve

Photo via Wikipedia

Il funzionamento è paragonabile a quello di una camera oscura: il raggio solare penetra attraverso il foro e proietta l’immagine del Sole sul pavimento, dove sono segnate le ore e le date. Il punto luminoso tocca la linea meridiana spostandosi progressivamente nel corso dell’anno in base all’inclinazione dell’asse terrestre.

Nei giorni dei solstizi d’inverno e d’estate, il Sole raggiunge i suoi punti estremi nel cielo; di conseguenza, il raggio si ferma alle estremità della linea meridiana prima di invertire la sua processione.

La funzione dello strumento era determinare con estrema accuratezza i solstizi, misurare l’inclinazione dell’asse terrestre, controllare la durata dell’anno solare e verificare gli errori del calendario Giuliano, sostituito nel 1582 dal calendario Gregoriano. Lo Gnomone, quindi, non era un semplice ornamento, ma uno strumento scientifico di precisione.

Chi era Paolo Dal Pozzo Toscanelli?

L’umanista Paolo Dal Pozzo Toscanelli non ha realizzato soltanto lo Gnomone della Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Nato a Firenze nel 1397, fu una rilevante figura del Rinascimento scientifico.

Si occupò di matematica e di astronomia, ma fu soprattutto un importante geografo e cartografo. Convinto della possibilità di raggiungere l’Asia navigando dall’Europa, elaborò una mappa del mondo e influenzò con le sue idee Cristoforo Colombo.

In astronomia contribuì allo studio del moto dei pianeti e collaborò con i più importanti ambienti scientifici e culturali fiorentini. Fu inoltre coinvolto in osservazioni e calcoli legati al calendario e alla misurazione del tempo.

E chi era Leonardo Ximenes?

Photo via Wikipedia

Leonardo Ximenes (1716-1786) è stato uno dei più autorevoli e versatili uomini di scienza della Firenze del XVIII secolo. Di formazione gesuita, si occupò soprattutto di ingegneria, astronomia, cartografia e geografia.

Nel 1755 restaurò lo Gnomone del Duomo, perché il foro gnomonico non era più perfettamente calibrato e le misurazioni astronomiche risultavano meno precise.

Così, Ximenes controllò la posizione esatta del foro nella Lanterna e, non potendo intervenire sulla Cupola, aggiornò invece i riferimenti sul pavimento.

Da allora lo gnomone funziona perfettamente: prova ne sia che, nel solstizio d’estate, il sole continua a cadere nel punto ricalcolato da Ximenes.

Lo Gnomone del Duomo e il Pantheon di Roma

File ID 41700227 © Casadphoto | Dreamstime.com

Sebbene i primi strumenti solari per misurare il tempo risalgano al Neolitico e siano stati utilizzati da Sumeri, Egizi, Cinesi e antichi Greci, l’antenato dello Gnomone del Duomo di Firenze è il Pantheon di Roma.

Alla base c’è una comune idea di usare la luce solare per misurare il tempo e l’architettura come strumento per ordinare lo spazio. Nel Pantheon, tuttavia, i significati religiosi e simbolici trascendono quelli scientifici.

A Roma il sole è manifestazione del divino e dell’ordine del cosmo, a Firenze uno strumento scientifico per conoscere e interpretare l’universo.

Gli altri gnomoni italiani

File ID 207920589 © Sergey Dzyuba | Dreamstime.com

Lo gnomone del Duomo di Firenze non è un caso isolato. In Italia puoi trovarne di molto importanti e tuttora funzionanti in diversi luoghi di culto.

Uno dei più antichi è lo gnomone della Basilica di San Petronio a Bologna, costruito da Egnazio Danti tra il 1575 e il 1576 e restaurato da Giovanni Domenico Cassini nel 1655.

Con i suoi 67 metri è il più lungo al mondo: misura con un errore di pochi secondi l’anno solare e conferma la validità del calendario gregoriano.

Si ispira alla meridiana di San Petronio lo gnomone di Santa Maria degli Angeli a Roma, basilica costruita sui resti delle Terme di Diocleziano.

Fu realizzata nel 1702 dal canonico Francesco Bianchini su commissione di Papa Clemente XI e servì a “regolare gli orologi di Roma fino al 1846 quando il cannone cominciò ad annunciare il mezzodì”, come si legge nell’epigrafe all’interno della chiesa.

Se sei un appassionato di meridiane a camera oscura, dotate cioè di un foro gnomonico che proietta sul pavimento l’immagine del sole, non mancare di visitare il Duomo di Milano, la chiesa di San Nicolò l’Arena a Catania e la chiesa di Santa Maria Bianca a Lucca.

Infine, a Perinaldo (Imperia) in Liguria, puoi ammirare il più grande gnomone costruito in Italia dopo il XIX secolo, risalente al 2007. Si trova nel Santuario di Nostra Signora della Visitazione ed è dedicato all’astronomo Cassini.

FAQ

Perché si chiama gnomone?

La parola deriva dal greco (gnomon) γνώμων dal tema γιγνώσκω (gignosco) che significa “io conosco“. Gnomone si può tradurre con “asta graduata”, “regolo”. Lo gnomone è, quindi, un indicatore della posizione del sole costituito da un foro attraversocui penetra un raggio di luce ben definito. 

Perché è famoso il Duomo di Firenze?

La Cattedrale di Santa Maria del Fiore per tutto il Rinascimento e oltre è stata anche un attivo centro di studi astronomici, grazie allo gnomone di Toscanelli.

Chi ha inventato lo gnomone?

La paternità dell’invenzione è attribuita al filosofo greco Anassimandro (610 a.C. – 546 a.C.). Si sa, tuttavia, che sia gli Egizi con gli obelischi che le culture mesopotamiche facessero uo di orologi solari.

Qual è il significato del foro gnomonico?

Il foro gnomonico, di fatto, proietta l’immagine in scala del sole su una meridiana posta a terra. Il suo funzionamento è simile a quello di una macchina fotografica, con la luce che passa attraverso l’otturatore dell’obbiettivo.

Conclusioni

Lo Gnomone di Santa Maria del Fiore trasforma la filosofia del Rinascimento in realtà: qui arte e architettura si mettono al servizio della scienza per misurare il movimento del sole.

Presuppone la collaborazione tra matematici e architetti, permette di studiare il cosmo e le sue leggi attraverso uno strumento pratico e semplice.

Nel giorno del solstizio d’estate, lo Gnomone del Duomo dava vita a uno spettacolo che conciliava scienza e fede, mettendo la città di Firenze non solo al centro del mondo allora conosciuto nel punto di incontro tra terra e cielo,

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