Se osservi lo skyline di Firenze, la prima cosa che noti è la Cupola del Brunelleschi: imponente, iconica. Ma a fianco si slancia verso il cielo il profilo esile ed elegante del Campanile di Giotto.
Fu lui ad iniziarlo nel 1334, ma solo Andrea Pisano e poi Francesco Talenti portarono a termine l’opera nel 1359. Oggi ammiriamo l’arditezza dell’opera che, tuttavia, nascondeva al proprio interno un difetto progettuale.
Sei curioso di conoscerlo? Lo scoprirai grazie a questo articolo: una breve, ma speriamo utile guida alla storia, ai capolavori e alle curiosità di questo monumento, considerato il più bel campanile d’Italia.

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Appunti di storia

File ID 139279561 | Del © Nikka999 | Dreamstime.com
Nella prima metà del Trecento era una delle strutture più ardite d’Italia. Anche allora l’ambizione e la potenza di una città-stato si misurava con l’altezza delle sue torri.
Oggi è considerato il campanile più bello d’Italia, ma un paio di fattori hanno messo a rischio la sua realizzazione. Seguiamo passo a passo la Storia.
L’errore di Giotto
Nel 1334, Giotto di Bondone, l’artista di punta nel panorama italiano, viene incaricato di progettare una torre campanaria che lasciasse i fiorentini, ma soprattutto le potenze nemiche di Firenze, senza fiato.
Il suo progetto è di un’eleganza straordinaria, ma ha un errore… di fondo: la base, infatti, è troppo sottile per reggere il peso di una struttura alta oltre 80 metri, a cui si andrebbe ad aggiungere una cuspide di ulteriori 30 metri.
Se ne rende conto Andrea Pisano, subentrato alla direzione dei lavori dopo la morte di Giotto nel 1337. Per rimediare, Pisano raddoppia lo spessore delle pareti interne e crea le nicchie che oggi ospitano le statue, salvando di fatto la torre dal crollo.
Andrea Pisano e la peste nera
Ma a questo punto entra in gioco un altro fattore: la peste nera del 1348, l’epidemia raccontata nel Decameron di Boccaccio che decima la popolazione di Firenze e di tutta l’Europa. Tra le vittime illustri, lo stesso capomastro Andrea Pisano.
I lavori rimangono fermi fino al 1350. In quel momento la torre era ancora incompiuta, alta circa la metà di quella attuale. Erano visibili solo i primi due livelli decorati con formelle marmoree, ma non era stata ancora realizzata la cella campanaria superiore.
Talenti per completare l’opera
Francesco Talenti porta a termine l’opera. Assume la carica di capomastro nel 1350 e si mette subito al lavorare su un paio di soluzioni vincenti.
Inventa le grandi finestre bifore e trifore che “alleggeriscono” la struttura man mano che sale, rendendola elegante e sicura. E poi “taglia” la cuspide di Giotto, decidendo di non costruire la guglia a punta e fermandosi alla terrazza attuale.
Con i suoi 85 metri scarsi, il Campanile di Giotto, ma anche di Andrea Pisano e di Francesco Talenti, nel 1359 è una delle strutture più alte d’Italia.
L’Italia verticale del Trecento
Anche nell’italia e nell’Europa del Trecento la potenza di una città si esprimeva attraverso le opere dell’architettura e l’altezza delle torri era un indicatore molto importante.
Ma quali erano nel nostro Paese gli edifici più impressionanti alla metà del XIV secolo? Ecco un’nteressante tabella riassuntiva. Il Campanile di Giotto era nella “top five”.
| Edificio | Città | Altezza |
| Torrazzo | Cremona | 112 metri |
| Torre degli Asinelli | Bologna | 97 metri |
| Torre di Palazzo Vecchio | Firenze | 94 |
| Torre del Mangia | Siena | 88 metri |
| Campanile di Giotto | Firenze | 85 metri |
Opere da non perdere
Il Campanile di Giotto è una torre di 85 metri d’altezza, rivestita con marmi di colore bianco, proveniente da Campiglia e Seravezza; rosso da Siena e Stazzema; verde da Prato.
Solo l’armonia cromatica dei materiali di rivestimento è già di per sé un capolavoro, ma osserva meglio: le formelle esagonali e a losanghe del primo livello, e le statue nelle nicchie, lasciano senza fiato.
Solidità ed eleganza: ecco che cosa rende il Campanile di Giotto un perfetto esempio di gotico fiorentino.
Le formelle marmoree del primo livello

File ID 96201702 | Andrea Del © Zatletic | Dreamstime.com
Il primo livello del campanile è caratterizzato da due cicli di formelle in marmo, 56 in tutto. Alla base troviamo opere di forma esagonale realizzate nella quasi totalità da Andrea Pisano (spesso confuse con quelle del maestro Nicola, ma attribuite alla sua bottega e su disegno di Giotto).
Sono dedicate alla storia dell’umanità, con una narrazione che parte da Adamo ed Eva e, come in un’enciclopedia medievale, illustra le arti e i mestieri, sia quelli manuali che le attività intellettuali.
Più in alto, invece, ci sono le formelle a losanga che sviluppano i temi del sapere e della fede. Noterai la ricorrenza del numero 7: i pianeti, le virtù, le arti liberali, i sacramenti. È una simbologia potente che troverai anche altrove: nel Giudizio Universale della Cupola, per esempio.
Le statue dei Profeti

File ID 405027001 | Andrea Del © Dmitrii Moroz | Dreamstime.com
Al secondo livello entrano in scena, se così si può dire, le 16 statue di Sibille, Profeti e Patriarchi. Le puoi osservare nelle nicchie. A occhio nudo non puoi accorgerti che si tratti di copie delle opere originali, scolpite da Andrea e Nino Pisano e da Nanni di Bartolo.
Le più famose, tuttavia sono l’Abacuc (detto anche lo “Zuccone“) e “Abramo e Isacco“, scolpite da quel gigante della scultura che fu Donatello, nome d’arte di Donato di Niccolò di Betto Bardi.
Sono conservate, come quelle dei suoi illustri colleghi, al Museo dell’Opera del Duomo, al riparo dagli attacchi degli agenti atmosferici, dell’inquinamento e di ogni tipo di pericolo.
Il panorama
Il panorama dagli 85 metri del Campanile di Giotto è un “must” assoluto di qualsiasi visita di Firenze che si rispetti. Certo, devi sentirtela di arrivare fin lassù.
L’ascensore? Non c’è. L’aria condizionata? Neanche. Se soffri di claustrofobia, di cuore o di vertigini, meglio evitare, perché 414 scalini non sono uno scherzo. Ma una volta in cima, preparati a quello che è forse il panorama più spettacolare della città.
Potresti obiettare che la Cupola è più alta e da lì si vede di più. Vero, ma dal Campanile la Cupola la guardi… negli oculi. E, credimi, non c’è prospettiva migliore per fotografarla.
Orari di apertura
| Giorno | Orario di Apertura | Note |
| Lunedì – Domenica | 08:15 – 19:45 | Ultimo ingresso 19:00 |
Il nostro consiglio
Se vuoi evitare la folla oceanica che punta subito alla Cupola del Brunelleschi, prova a salire sul Campanile nel tardo pomeriggio.
La luce del tramonto che colpisce il marmo rosa e bianco è magica, e avrai la Cupola illuminata proprio davanti a te per degli scatti incredibili.
FAQ
Perché a lui affidarono il primo progetto della costruzione della torre campanaria nel 1334, ma morì tre anni dopo. Il completamento fu affidato prima a Andrea Pisano, vittima della peste nel 1348, e a Francesco Talenti che portò a termine l’opera nel 1359.
Sono 5 i piani del Campanile, delimitati da cornici orizzontali. La torre ha un’altezza di poco inferiore agli 85 metri e al momento della sua inaugurazione, nel 1359, era una delle torri più alte d’Italia.
Considera 45/50 minuti. Il tempo di salita e di discesa dipende dal tuo passo e dalla lunghezza delle soste panoramiche lungo il percorso e alla sommità del Campanile.
Conclusioni
Il Campanile di Giotto non è solo un meraviglioso esempio di gotico fiorentino: è la vittoria di Firenze sulle avversità della Storia, su un “piccolo” difetto progettuale e su una grande calamità epidemiologica.
Se al primo misero mano Andrea Pisano e Francesco Talenti, irrobustendo le mura e al tempo stesso alleggerendo la struttura con deliziose nicchie, contro la Peste Nera la lotta fu più dura. Firenze, tuttavia, ebbe la sua torre campanaria, capolavoro di eleganza e simbolo di potenza.
Con questa breve guida, ti abbiamo parlato degli uomini che resero possibile questo successo, dei capolavori d’arte con cui è stata arricchita e delle magnifiche suggestioni che regala a chi sfida i suoi 414 scalini per riempirsi gli occhi di bellezza.
