La Lanterna della Cupola di Brunelleschi: Descrizione e Caratteristiche Principali

La Lanterna è un tempietto di marmo alto 21 metri, dal peso di 750 tonnellate. È posto nel punto di convergenza degli 8 costoloni della Cupola di Santa Maria del Fiore. Alla sua sommità si trova un globo crucigero, la famosa palla dorata del Verrocchio.

Con questo articolo ti racconteremo diverse cose interessanti. Sapevi che Filippo Brunelleschi la progettò per stabilizzare, con il suo peso, le spinte verticali della cupola stessa e illuminare gli interni del Duomo?

E sapevi che il progetto del Brunelleschi fu scelto per la sua perfetta rispondenza ai principi vitruviani esposti nel De Architectura? Credi, c’è tanto altro da scoprire.

Sali con noi ai 90 metri della della Cupola e scopri da vicino tutti i particolari di questo capolavoro rinascimentale.

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Facciamo luce sulla Lanterna

La Lanterna della Cupola di Santa Maria del Fiore può essere considerata la rappresentazione reale dei principi teorici esposti da Vitruvio nel suo celebre trattato “De Architectura“.

Si tratta dei valori di firmitas (solidità), utilitas (utilità intesa come adeguatezza alla funzione d’uso)e venustas (bellezza, concepita come proporzione e armonia delle parti).

Osservando da vicino da più vicino le caratteristiche principali della Lanterna del Brunelleschi. Ci renderemo conto della loro perfetta corrispondenza con le idee del grande architetto e studioso romano attivo nel I secolo a.C.., .

Struttura e Materiale

cupola del duomo

File ID 19419706 | © Bogdan Lazar | Dreamstime.com

La Lanterna si presenta come una torre a base ottagonale che riprende la pianta a 8 lati della Cupola del Duomo e l’anello di convergenza dei costoloni.

I contrafforti radiali e gli 8 finestroni a tutto sesto, che lasciano filtrare la luce solare, caratterizzano la forma del tempietto sommitale della Cupola, il cui materiale è il marmo bianco.

Da notare come il più antico Battistero di San Giovanni abbia anch’esso 8 lati e la sua geometria rappresenti il modello a cui Brunelleschi fece riferimento per la sua creazione.

Cupola, Lanterna, Battistero dialogano tra loro sulla base di un linguaggio basato sulla simbologia del numero 8, creando in questo modo un’armonia geometrica di straordinario impatto visivo.

Elementi Decorativi

L’elemento decorativo della Lanterna è il globo crucigero (questa la sua definizione ufficiale), quella che è universalmente conosciuta come la palla dorata del Verrocchio posta alla sua sommità.

Si tratta di un vero e proprio capolavoro di oreficeria, costituito da una struttura cava, di oltre due metri e mezzo di diametro, realizzata saldando tra loro lamine di rame (importate da Venezia) e successivamente dorate.

Lanterna e palla dorata, completate nel 1471, furono ripetutamente colpite dai fulmini. Nel 1601 si verificò un rovinoso crollo che determinò un’onerosa ristruturazione della struttura.

Funzione e utilizzo

È evidente a prima vista che la Lanterna sia l’elemento architettonico che rifinisce e completa la Cupola della Cattedrale di Santa Maria del Fiore. La sua funzione, però, non è esclusivamente estetica.

La Lanterna serve ad illuminare gli interni del Duomo di Firenze e la ripara dalla pioggia. Anche questo cade immediatamente sotto i tuoi occhi. Ma c’è anche una importantissima funzione strutturale, che forse non si vede, ma si sente.

Con le sue 750 tonnellate di peso, infatti, la Lanterna agisce come un grande perno stabilizzando le spinte verticali verso l’alto dei costoloni della Cupola. Ma c’è di più.

La costruzione marmorea, da questo punto di vista, lavora in sinergia con le Tribune Morte poste alla base della Cupola, che agiscono come contrafforti per assorbire le spinte laterali dell’intera struttura.

La collaborazione tra la Lanterna e le Tribune Morte, intuizione geniale dal punto di vista ingegneristico ed estetico, coniugascienza e bellezza, rendendo la Cupola del Brunelleschi il capolavoro che tutti ammiriamo.

I principi di solidità e di adeguatezza alla funzione d’uso sono, così, perfettamente rispettati.

Valore Artistico

File ID 68973911 | © Aliaksandr Mazurkevich | Dreamstime.com

Per la costruzione della Lanterna di Santa Maria del Fiore, l’Opera del Duomo bandì un concorso al quale parteciparono noti architetti fiorentini quali, Bruno di Ser Lapo Mazzei, Antonio Manetti Ciaccheri, Domenico Stagnaio e Lorenzo Ghiberti, l’acerrimo rivale del Brunelleschi, che si aggiudicò la commessa.

Il modello di Brunelleschi fu preferito rispetto a quelli dei suoi concorrenti per la sua “melior forma“. Non era solo più saldo, leggero e luminoso Era anche più bello, più proporzionato, più armonico. Per gli Operai il principio della venustas, era, evidentemente, rispettato in pieno. Oltre a oltre a quelli della firmitas e dell’utilitas.

Bisogna considerare che per Vitruvio la bellezza era una questione di proporzione, di simmetria e di armonia delle parti e deve avere influito la simbologia del numero 8 che ritroviamo, come abbiamo visto, nelle piante del Battistero, della Cupola e della Lanterna.

Il modello del Brunelleschi

Photo via Wikipedia

In dato 30 ottobre del 1432, mentre la Cupola di Santa Maria del Fiore era ancora in fase di costruzione, l’Opera del Duomo deliberava che il Brunelleschi potesse presentare un progetto per la Lanterna.

Questo non significava che gli sarebbe stata affidata la commessa, tant’è che l’Opera bandì un concorso che vide la partecipazione di architetti di gran nome della Firenze del tempo.

La contesa deve essere stata molto aspra. Il biografo Antonio di Tuccio Manetti e il Vasari, riportano che Brunelleschi criticò in particolare i modelli presentati del Manetti Ciaccheri, ma anche di altri suoi concorrenti.

Le polemiche non si placarono neanche quando l’Opera aggiudicò la commessa al Brunelleschi, a patto che accettasse i migliormenti proposti dai suoi competitori e mettesse da parte i rancori personali.  

Che cosa presentò, allora, il Brunelleschi al concorso? Potrebbe essere il modello in legno conservato al Museo dell’Opera del Duomo? Gli studiosi lo escludono e portano come prova la testimonianza del Vasari.

Secondo lo storico dell’arte, nell’opera realizzata c’è una cavità di accesso alla Lanterna, che non figura nel modello conservato al Museo dell’Opera.

La ragione di ciò? Forse la spiega il biografo Antonio di Tuccio Manetti, che parlando del modus operandi di Filippo mette in evidenza come Brunelleschi modificasse sul momento, e secondo le proprie competenze, quanto presente sulla carta.

Così operavano i geni.

Il completamento dei lavori

Brunelleschi morì nell’aprile del 1446 e solo nell’agosto dello stesso anno l’Opera del Duomo affidò i lavori di costruzione della Lanterna di Santa Maria del Fiore a Michele di Bartolomeo Michelozzi, detto il Michelozzo, che era un discepolo di Filippo.

Michelozzo, definto dal Vasari “Il più ordinato archiettore de’ suoi tempi“, dopo il maestro, lavorò rimanendo fedele al modello di Filippo e così fecero i suoi successori: il Manetti Ciaccheri dal 1452, Bernardo Rossellino dal 1462 e, dal 1464, Tommaso Succhielli, detto Maso, il capomastro che completò l’opera.

Si parla di variazioni marginali, limitate ai dettagli decorativi, questo perché, come abbiamo visto, Brunelleschi non le prendeva in considerazione in fase progettuale.

Il 30 maggio del 1471 con il fissaggio della croce greca sul globo dorato del Verrocchio, si chiuse ufficialmente il cantiere della Lanterna della Cupola del Brunelleschi.

La Cupola di Santa Maria del Fiore ebbe così il suo volto definitivo, ma fu proprio dq quel momento che il capolavoro di architettura rinascimentale a cui lavorarono i migliori professionisti del tempo cominciò a chiedere nuove cure e attenzioni.

Un’opera amata… dai fulmini

File ID 141320980 | Dome Duomo Florence © UlyssePixel | Dreamstime.com

La Lanterna, con i suoi 116 metri di altezza e la palla dorata costituita da lamine di bronzo saldate, attirava i fulmini. I fiorentini se accorsero ben presto, dopo che l’opera del Brunelleschi fu completata.

Si calcola che dal 1492, anno in cui avvenne un primo importante incidente, fino al 1859, quando fu installato il parafulmine, la Lanterna e la palla dorata siano stati colpiti ben 27 volte, senza contare i terremoti del  1453, del 1542 e del 1695.  

L’evento del 1492 venne interpetato con un presagio funesto che annunciava la morte di Lorenzo il Magnifico, avvenuta pochi giorni dopo. L’impressione e danni furono tali che ancora a distanza di tre anni, Gerolamo Savonarola paragonava la saetta alla spada del Signore che si abbate sulla terra.

Nel 1601, però, in una tempestosa notte di gennaio, la palla del Verrocchio, colpita da un fulmine di forza inaudita, fece crollare parte della Lanterna e il globo. In Piazza Duomo, nella parte absidale della Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Un disco di marmo bianco posizionato sul pavimento indica il punto esatto in cui la palla dorata si schiantò al suolo.

Attualmente è in fase di realizzazione il LPS – Lightning Protection System, per garantire alla Cupola e ai i suoi preziosi monumenti sommitali la la più avanzata protezione possibile.

FAQ

Chi ha progettato la Lanterna? 

Così come la Cupola, anche la Lanterna di Santa Maria del Fiore è stata progettata da Filippo Brunelleschi, che in entrambi i casi si aggiudicò i concorsi banditi dall’Opera del Duomo.

A cosa serve la Lanterna? 

Questo capolavoro di architettura rinascimentale ha essenzialmente tre funzioni: illumina gli interni del Duomo, completa esteticamente la Cupola e, con il suo peso, contrasta le spinte statiche verso l’alto create dai costoloni, lavornado come un perno.

È possibile salire sulla Lanterna?

No, solo i manutentori possono accedervi. Tu puoi arrivare solo alla base della Lanterna, posta ad un’altezza di 90 metri, e goderti l’eccezionale panorama di Firenze e del complesso monumentale del Duomo.

Qual è la storia della palla di rame? 

A volere essere pignoli si dovrebbe parlare di globo crucigero realizzato da Andrea del Verrocchio e posto in sede nel 1471. Essendo fatto di rame è un potente attrattore di fulmini, che lo hanno colpito ben 27 volte in 400 anni. L’evento più impattante avvenne nel 1601, quando la palla dorata cadde al suolo, nel punto indicato da unalastra di marmo bianco dietro la cattedrale..

La Lanterna è in marmo o pietra? 

In marmo, per meglio armonizzarsi con i materiali di rivestimento della Cattedrale di Santa Maria del Fiore e delle altre opere del complesso monumentale di Piaza del Duomo.

Dove si trova il modello originale? 

Non sappiamo se sia l’originale, tuttavia nel Museo dell’Opera del Duomo è conservato un modello in legno di 84 centimetri di altezza che probabilmente servì ai successori del Brunelleschi per completare l’opera. Filippo morì nello stesso anno di inizio dei lavori, il 1446.

Conclusioni

Con questo articolo ti abbiamo servito un piccolo assaggio delle meraviglie della Lanterna del Duomo di Firenze, con la speranza di averti incuriosito e magari averti fatto venire voglia di venire a Firenze a vederla.

Abbiamo parlato di Vitruvio e dei principi che applicati dal Brunelleschi al suo progetto gli permisero di aggiudicarsi il concorso di idee bandito dall’Opera del Duomo.

Ora conosci il valore estetico e funzionale dell’opera, che non è solo un capolavoro estetico, ma serve a sostenere, con il suo peso e con la sua leggerezza formale, la Cupola intera.

Hai respirtao il clima di accesa competizione creatosi tra i migliori architetti del tempo per realizzare quest’opera …senza tempo, che ha subito gli attacchi di fulmini e terremoti, ma continua dal 1471 a illuminare il cielo di Firenze come un altro sole.

A questo punto, puoi solo acquistare il biglietto online e guardarla da vicino con i tuoi occhi

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